L’analisi dei rischi

L’analisi dei rischi

Dopo aver trattato della Direttiva Macchine e aver affrontato alcuni aspetti relativi a parti giuridiche e responsabilità (necessaria premesse alla valutazione degli aspetti tecnici connessi alla procedura di redazione del Fascicolo Tecnico), in questo articolo viene trattata l’Analisi dei Rischi, il documento forse più importante che il Fascicolo Tecnico deve contenere.

Questo argomento merita un’approfondita valutazione iniziale, propedeutica a tutte le spiegazioni riguardanti le modalità di realizzazione del Fascicolo Tecnico.

Innanzitutto vengono fornite alcune indicazioni semplici di cosa si intende e come si applica l’Analisi dei Rischi per le varie Direttive Europee.

Applicare correttamente il concetto di prevenzione presuppone, oltre alla formazione fornita sul campo (sapere e saper fare), anche una buona dose di predisposizione individuale da parte del Tecnico incaricato allo “scoprire e analizzare i problemi”.

L’Analisi dei Rischi deve essere redatta secondo la UNI EN 14121-1 e, relativamente ai metodi per analizzare i pericoli e per stimare i rischi, si sceglie il metodo “Analisi preliminare dei pericoli”.

L’Analisi dei Rschi va effettuata in sede di progettazione:

  1. per ogni fase della vita della macchina: trasporto, montaggio, uso, smontaggio;
  2. per il tipo di utilizzo previsto da contratto;
  3. per ogni tipo di utilizzo ragionevolmente prevedibile;
  4. per i possibili usi scorretti ragionevolmente prevedibili;
  5. per le operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria.

Le procedure da effettuare e da ripetere per ogni punto sopra specificata sono:

  1. Determinazione dei limiti della macchina – Descrizione dettagliata fra i punti a), b), c), d), e), di quelli presi in esame.
  2. Determinazione dei limiti della macchina – Definizione del livello di formazione, esperienza o capacità degli utilizzatori prevedibili (operatori, tecnici, addetti alla manutenzione ordinaria, addetti alla manutenzione straordinaria).
  3. Identificazione del pericolo: con l’ausilio dell’elenco non esaustivo in allegato, identificare i pericoli esistenti e le zone pericolose relative.
  4. Eliminazione o riduzione del pericolo per le persone esposte tramite l’applicazione delle norme armonizzate che, pericolo per pericolo e per tipologia di macchina, sono riportare nella tabella allegata alla direttiva.
  5. Stima dei rischi.
  6. Valutazione dei rischi, per determinare se è necessaria la riduzione dei rischi o se si è ottenuta la sicurezza. Se è necessaria la riduzione dei rischi, si devono scegliere ed applicare appropriate misure di sicurezza e ripetere la procedura.

Durante questo processo iterativo è importante che il progettista verifichi se si sono creati ulteriori pericoli nell’applicazione di nuove misure di sicurezza. Se si generano ulteriori pericoli questi devono essere aggiunti all’elenco dei pericoli identificati.

Il pericolo può essere eliminato o ridotto mediante:

  1. la progettazione o la sostituzione con materiali o sostanze meno pericolosi;
  2. le protezioni:
  • la protezione scelta è di un tipo che, in base all’esperienza, fornisce una situazione sicura per l’uso inteso;
  • il tipo di protezione scelto è adeguato all’applicazione, in termini di: possibilità di neutralizzazione o elusione, gravità del danno, ostacolo nello svolgimento del compito richiesto;
  1. le informazioni relative all’uso inteso della macchina sono sufficientemente chiare;
  2. le procedure operative per l’uso della macchina sono coerenti con le capacità del personale che utilizza la macchina, o di altre persone che possono essere esposte ai pericoli associati alla macchina;
  3. i metodi di lavoro sicuro raccomandanti per l’uso della macchina e le relative esigenze di addestramento sono stati adeguatamente descritti;
  4. l’utilizzatore è sufficientemente informato sui rischi residui nelle varie fasi della vita della macchina;
  5. se sono raccomandanti dispositivi di protezione individuale, la necessità di tali dispositivi e le relative esigenze di addestramento sono state adeguatamente descritte: le precauzioni supplementari sono sufficienti.

Il raggiungimento degli obiettivi di riduzione dei rischi e un favorevole risultato del confronto dei rischi lasciano presumere che la macchina sia sicura. In questo senso saranno approfonditi nel prossimo articolo i principi generali di progettazione e la valutazione del rischio e riduzione del rischio connessi alla Sicurezza delle macchine, come previsto dalle norme UNI EN ISO 12100-1, UNI EN ISO 12100-2 e UNI EN ISO 12100:2010.

Attività di controllo sulla Sicurezza delle Macchine e sul rispetto della Direttiva Macchina

Attività di controllo sulla Sicurezza delle Macchine e sul rispetto della Direttiva Macchina

È previsto che i controlli attualmente vengano effettuati dall’ISPESL (Istituto Superiore di Prevenzione e Sicurezza del Lavoro, ora INAIL) quale incaricato in Italia dei due Ministeri competenti in materia: il Ministero Attività Produttive (MAP) e Ministero del Lavoro e delle politiche sociali. Più spesso, grazie al D.Lgs. 81/2009, è l’AUSL che, facendo verifiche sull’ambiente di lavoro, chiede i manuali delle macchine e ne verifica le protezioni, mandando poi la segnalazione ai ministeri per i provvedimenti da prendere a seguito di non conformità riscontrate.

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I ruoli del Firmatario e del Mandatario secondo la Direttiva Macchine

I ruoli del Firmatario e del Mandatario secondo la Direttiva Macchine

La figura del Firmatario

La nuova Direttiva Macchine 2006/42/CE ha introdotto un altro aspetto importante in quanto per la prima volta riporta esplicitamente la definizione di fabbricante quale “persona fisica o giuridica che progetta e/o realizza una macchina o una quasi-macchina oggetto della Direttiva ed è responsabile della conformità della macchina o della quasi-macchina ai fini della sua immissione sul mercato”.

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UNI EN ISO 17100:2015 Servizi di traduzione - Requisiti del servizio

UNI EN ISO 17100:2015 Servizi di traduzione – Requisiti del servizio

Per qualsiasi organizzazione che si trovi ad operare in un contesto internazionale è fondamentale avere la garanzia di avvalersi di una società di traduzione che garantisca il trasferimento corretto del significato di un testo da una lingua all’altra.

Lo Standard di qualità internazionale UNI EN ISO 17100:2015 “Servizi di traduzione – Requisiti del servizio” specifica i requisiti relativi a tutti gli aspetti del processo di traduzione che influenzano direttamente la qualità dei servizi di traduzione da parte di un fornitore di servizi linguistici (TSP Translation Service Provider).

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La documentazione tecnica nel contesto dell’Internet of Things

La documentazione tecnica nel contesto dell’Internet of Things

Internet of Things – letteralmente “Internet degli oggetti” o IoT, – è l’espressione utilizzata ormai da qualche anno per definire la rete delle apparecchiature e dei dispositivi, diversi dai computer, connessi a Internet. Sensori per il fitness, automobili, radio, impianti di climatizzazione, ma anche elettrodomestici, lampadine, telecamere, pezzi d’arredamento, container per il trasporto delle merci… insomma qualunque dispositivo elettronico equipaggiato con un software che gli permetta di scambiare dati con altri oggetti connessi.

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I CMS dall’editing tradizionale al publishing strutturato

I CMS: dall’editing tradizionale al publishing strutturato

Cos’è un CMS? Tecnicamente, un Content Management System, in acronimo CMS, è uno strumento software installato su un server, che generalmente si appoggia su un database, il cui compito è facilitare la gestione e l’archiviazione dei contenuti.

Perché adottare un CMS / CCMS per la gestione di contenuti tecnici e di prodotto?

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Le norme armonizzate di tipo A, B e C

Le norme armonizzate di tipo A, B e C

Una norma europea, per essere armonizzata, deve essere pubblicata nella Gazzetta ufficiale della Comunità nel contesto delle norme di riferimento per una determinata direttiva di nuovo approccio. Le norme europee sono di tre tipi: generali, di sicurezza, di prodotto.

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Istruzioni per l'uso la Norma IEC 82079-1 2012

Istruzioni per l’uso: la Norma IEC 82079-1:2012

La Norma IEC 82079-1:2012 fornisce principi generali e requisiti dettagliati per la progettazione e la formulazione di tutti i tipi di istruzioni per l’uso destinate a qualsiasi tipo di prodotto.

Essa, pertanto, si rivolge a fornitori, progettisti tecnici, illustratori tecnici, progettisti software, scrittori tecnici, traduttori e, in generale, a chiunque sia impegnato nell’attività di ideazione e redazione di Istruzioni per l’uso.

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La Dichiarazione d’Incorporazione per le quasi macchine

La Dichiarazione d’Incorporazione per le quasi macchine

Come per tutti i prodotti, anche per la quasi-macchina deve essere attestata la conformità ai Requisiti Essenziali di Sicurezza (RES). Questo atto, per la quasi-macchina è detto Dichiarazione d’Incorporazione.

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Macchina o quasi macchina secondo la Direttiva Europea 2006-42-CE

Macchina o quasi macchina secondo la Direttiva Europea 2006/42/CE

La Direttiva Macchine 2006/42/CE individua come:

Macchine:

  • l’insieme equipaggiato o destinato ad essere equipaggiato di un sistema di azionamento diverso dalla forza umana o animale diretta, composto di parti o di componenti, di cui almeno uno mobile, collegati tra loro solidamente per un’applicazione ben determinata;
  • l’insieme di cui al p.to precedente, al quale mancano solamente elementi di collegamento al sito di impiego o di allacciamento alle fonti di energia e di movimento;
  • l’insieme di cui ai 2 p.ti precedenti, pronto per essere installato e che può funzionare solo dopo essere stato montato su un mezzo di trasporto o installato in un edificio o in una costruzione;
  • l’insiemi di macchine, di cui ai 3 p.ti precedenti, o di quasi-macchine, che per raggiungere uno stesso risultato sono disposti e comandati in modo da avere un funzionamento solidale;
  • l’insieme di parti o di componenti, di cui almeno uno mobile, collegati tra loro solidalmente e destinati al sollevamento di pesi e la cui unica fonte di energia è la forza umana diretta.

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